Quante specie di pesci esistono? Il numero che conta davvero

Un pesce disco dai colori vivaci, con striature arancioni e bianche, nuota in un acquario. Quante specie di pesci esistono?

Scritto da

Guendalina Costantini

Pubblicato il

22 mag 2026

Indice

Il numero di specie di pesci non è una cifra fissa da imparare a memoria, perché cambia con la tassonomia e con le nuove descrizioni scientifiche. La risposta più utile, però, esiste: oggi la stima più solida si muove intorno a 37.600 specie valide, con altre grandi banche dati che restano poco sopra le 36.000. In questo articolo chiarisco come leggere questi numeri, perché non coincidono sempre e che cosa significa davvero parlare di pesci, squali e biodiversità nel Mediterraneo.

I numeri che contano davvero sono pochi ma vanno letti bene

  • La stima più credibile oggi è intorno a 37.600 specie valide di pesci.
  • Un’altra grande banca dati supera le 36.000 specie censite.
  • Le differenze dipendono da tassonomia, sinonimi, specie criptiche e criteri di inclusione.
  • Gli squali sono pesci, ma rappresentano solo una piccola quota del totale.
  • Nel Mediterraneo la biodiversità è alta: oltre 500 specie di pesci, con molte specie costiere osservabili vicino alla riva.

I numeri che contano davvero sono questi

Se devo dare una risposta breve e onesta, la formula migliore è questa: oggi esistono circa 37.600 specie valide di pesci. È la cifra che fotografa meglio il quadro attuale se parliamo di specie riconosciute nella classificazione più aggiornata disponibile.

Accanto a questo numero, un’altra grande base dati resta poco sopra le 36.000 specie. La distanza non è un errore: è il risultato naturale di aggiornamenti diversi, tempi diversi di revisione e scelte tassonomiche non perfettamente sovrapponibili. In pratica, chi cerca una risposta rapida vuole un ordine di grandezza; chi lavora con la biodiversità ha bisogno di sapere anche quale conteggio sta usando.

Quadro Numero indicativo Come va letto
Stima più aggiornata delle specie valide circa 37.600 Rappresenta il totale più utile quando si parla di specie riconosciute oggi
Altra grande banca dati globale oltre 36.000 Copertura molto ampia, ma con criteri e aggiornamenti leggermente diversi
Stime storiche più prudenti circa 20.000 Erano utili anni fa come ordine di grandezza, ma oggi sono troppo strette

Io, quando spiego questo tema, parto sempre da qui: il numero non è sbagliato solo perché cambia, cambia perché la conoscenza si aggiorna. E proprio questo ci porta alla domanda successiva, cioè perché due fonti serie non coincidono mai perfettamente.

Perché le stime non coincidono sempre

La prima cosa da chiarire è che in biologia il termine “pesci” è molto comodo, ma non è una scatola perfettamente rigida. Dentro ci stanno gruppi diversi, con storie evolutive differenti, e la tassonomia viene continuamente rivista. Per questo il totale può salire, scendere o spostarsi leggermente da una pubblicazione all’altra.

Specie valide, specie descritte e sinonimi

Una specie valida è una specie che oggi viene riconosciuta come distinta. Una specie descritta può invece essere un nome pubblicato in passato che, dopo le revisioni, finisce per essere considerato sinonimo di un’altra specie. Questo è uno dei motivi più frequenti per cui i conteggi non sono identici.

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Le specie criptiche fanno crescere il totale

Le specie criptiche sono specie diverse che, a occhio, sembrano quasi uguali. Le analisi genetiche le distinguono meglio della sola morfologia. Quando succede, il numero complessivo aumenta perché quello che prima sembrava un unico pesce, in realtà, era un piccolo gruppo di specie separate.

Fattore Effetto sul conteggio Perché conta
Revisione tassonomica Può far salire o scendere il totale Le specie vengono divise, unite o rinominate
Sinonimi Evita doppi conteggi Un vecchio nome non sempre indica una specie separata
Specie criptiche Aumenta il numero delle specie riconosciute Il DNA rivela differenze invisibili a colpo d’occhio
Ambito del database Rende i numeri non perfettamente confrontabili Alcune fonti includono solo specie viventi, altre hanno criteri più ampi

Per questo, quando leggo una cifra sulle specie ittiche, non mi fermo al numero in sé: guardo sempre che cosa è stato contato. Ed è proprio questa distinzione che rende più chiaro il ruolo dei grandi gruppi di pesci.

Pesce leone con pinne a strisce, un esempio delle tante specie di pesci che popolano i nostri oceani.

Come si distribuiscono i grandi gruppi di pesci

Guardare il totale senza vedere la composizione interna porta facilmente fuori strada. In realtà, la quasi totalità delle specie appartiene ai teleostei, cioè al grande gruppo dei pesci ossei moderni che comprende la maggior parte delle specie che incontriamo in mare, nei fiumi e persino nelle pescherie.

Grande gruppo Numero indicativo Esempi e lettura pratica
Teleostei 34.982 La parte dominante del mondo ittico: sardine, orate, tonni, cernie, gobidi e migliaia di altre specie
Elasmobranchi 1.294 Squali e razze, cioè i pesci cartilaginei più noti
Olocefali 58 Le chimere, meno famose ma importanti dal punto di vista evolutivo
Altri gruppi viventi 201 Missine, lamprede, storioni, celacanti, pesci polmonati e altri gruppi antichi

La somma di questi gruppi porta a poco più di 36.500 specie viventi censite in una delle principali banche dati globali. Il dato utile, però, non è solo la somma: è capire che il mondo dei pesci è dominato da un grande blocco di specie ossee moderne, mentre gli altri gruppi occupano una quota più piccola ma biologicamente molto interessante. Da qui il passo verso squali, razze e chimere è naturale.

Dove si collocano squali, razze e chimere

Qui vale una precisazione che continua a creare confusione: gli squali sono pesci. Più precisamente, sono pesci cartilaginei, insieme a razze e chimere. Non appartengono al grande gruppo dei teleostei, ma al ramo degli elasmobranchi e degli olocefali.

Numericamente, parliamo di una quota molto più piccola rispetto ai pesci ossei: gli elasmobranchi superano di poco le 1.200 specie, e aggiungendo le chimere si arriva a circa 1.350 specie di pesci cartilaginei. Eppure, dal punto di vista ecologico, il loro peso è enorme. Molti squali sono predatori apicali, regolano le reti trofiche e risentono in modo forte della pressione umana, soprattutto dove la pesca è intensa.

Questo è il punto che spesso si perde nel dibattito pubblico: gli squali sono pochi rispetto al totale, ma il loro ruolo è sproporzionatamente importante. Capire dove si collocano aiuta a non trattarli come un mondo a parte, perché sono parte integrante della biodiversità marina. E se spostiamo lo sguardo dal quadro globale al Mediterraneo, il discorso diventa ancora più concreto.

Cosa significa per il Mediterraneo e per chi vive il mare in Italia

Nel Mediterraneo la biodiversità non raggiunge i numeri sterminati delle fasce tropicali, ma resta molto alta: si superano 500 specie di pesci, e molte sono ben riconoscibili lungo le coste italiane. È una ricchezza che si vede soprattutto nei fondali rocciosi, nelle praterie di posidonia, nelle baie riparate e nelle zone di transizione tra acque basse e più profonde.

Per chi va al mare con occhi curiosi, questo significa una cosa semplice: la varietà non è solo “lontano” o “difficile da vedere”. Anche vicino alla riva si possono incontrare occhiate, salpe, saraghi, donzelle, bavose, tordi, muggini e, nei contesti giusti, cernie o piccoli elasmobranchi. Il numero globale conta, ma quello che osservi davvero dipende da habitat, stagione, temperatura e pressione antropica.

In Italia c’è anche un altro aspetto da non trascurare: il Mediterraneo è un mare relativamente chiuso, quindi risente rapidamente di specie introdotte, riscaldamento delle acque e spostamenti di distribuzione. Alcune specie diventano più comuni, altre arretrano, e il catalogo locale cambia nel tempo più di quanto molti immaginino.

Per questo, se ti interessa il mare non solo come paesaggio ma come ecosistema, il dato sulle specie non è una curiosità da enciclopedia: è una chiave per leggere meglio ciò che vedi in spiaggia, in barca o durante un’immersione. E prima di chiudere, vale la pena trasformare tutto in una formula pratica, facile da ricordare.

La formula giusta da usare quando serve una risposta chiara

Se devo riassumere il tema in modo utile, uso questa formula: nel mondo esistono circa 37.600 specie valide di pesci, ma il numero cambia leggermente a seconda della banca dati e della tassonomia adottata. È una frase corretta, semplice e abbastanza solida da reggere anche quando qualcuno chiede una cifra precisa.

  • Se ti serve un numero singolo, usa circa 37.600.
  • Se vuoi essere più prudente, parla di 36.000-38.000 specie.
  • Se citi gli squali, ricorda che sono pesci cartilaginei e non un gruppo separato dal mondo ittico.
  • Se parli del Mediterraneo, il riferimento utile è oltre 500 specie, con forte variabilità locale.

In pratica, la risposta più corretta non è solo “quante specie di pesci esistono”, ma anche quale tipo di conteggio stai usando. È questo dettaglio a fare la differenza tra una cifra generica e una risposta davvero affidabile.

Domande frequenti

Attualmente, la stima più accreditata indica circa 37.600 specie valide di pesci. Questo numero è in continuo aggiornamento a causa di nuove scoperte e revisioni tassonomiche.

Le differenze dipendono da fattori come le revisioni tassonomiche, l'identificazione di specie criptiche (simili nell'aspetto ma geneticamente diverse) e i criteri di inclusione adottati dai diversi database scientifici. Non è un errore, ma un riflesso della ricerca in evoluzione.

Sì, gli squali sono pesci. Appartengono al gruppo dei pesci cartilaginei (Elasmobranchi), che include anche razze e chimere, distinguendosi dai pesci ossei (Teleostei) per la loro struttura scheletrica.

Nel Mar Mediterraneo si contano oltre 500 specie di pesci. Nonostante sia un mare relativamente chiuso, presenta un'elevata biodiversità, con molte specie osservabili anche vicino alle coste italiane.

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Guendalina Costantini

Guendalina Costantini

Mi chiamo Guendalina Costantini e ho 13 anni di esperienza nel mondo del mare, della spiaggia e del benessere marino. La mia passione per questi temi è nata fin da giovane, quando trascorrevo le estati sulla costa, immergendomi nella bellezza e nella serenità che solo il mare può offrire. Scrivere di questi argomenti mi permette di condividere con gli altri non solo la mia conoscenza, ma anche il mio amore per la natura e per uno stile di vita sano. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili e aggiornate, esplorando vari aspetti legati al mare e al benessere. Mi piace approfondire le ultime tendenze, semplificare argomenti complessi e garantire che le mie fonti siano sempre verificate. Il mio obiettivo è aiutare i lettori a comprendere meglio come il mare possa influenzare positivamente la loro vita, offrendo spunti pratici e ispirazione per un benessere autentico e duraturo.

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