Le balene non hanno un solo menu, e la loro alimentazione cambia molto più di quanto si immagini: dipende dalla specie, dalla zona e perfino dalla stagione. Quando ci si chiede di cosa si nutre la balena, la risposta corretta è che alcune filtrano krill e piccoli pesci, mentre altre cacciano calamari e pesci in profondità. Capire queste differenze aiuta a leggere meglio il mare, soprattutto nel Mediterraneo, dove la dieta delle grandi specie è legata alle aree più produttive.
Ecco la lettura rapida della dieta delle balene
- Le balene con fanoni filtrano krill, copepodi, plancton e piccoli pesci: mangiano prede minuscole, ma in quantità enormi.
- Le balene dentate cacciano soprattutto pesci e calamari; alcune, come i capodogli, si spingono in profondità per trovare prede più grandi.
- Le grandi specie possono ingerire diverse tonnellate al giorno, ma lo fanno quasi sempre in modo stagionale e legato alla densità del cibo.
- Nel Mediterraneo la balenottera comune si concentra soprattutto nelle aree ricche di krill, mentre altri cetacei puntano su prede diverse.
- La tecnica di alimentazione conta quanto il cibo: filtraggio, caccia a slancio, alimentazione dal fondo e caccia cooperativa producono comportamenti molto diversi.
La risposta breve dipende dal tipo di balena
Io separo sempre il tema in due gruppi, perché è il modo più chiaro per non confondersi: i cetacei con fanoni e quelli con denti. I primi sono i grandi filtratori dell’oceano; i secondi sono predatori veri e propri, con abitudini molto più vicine a quelle di altri mammiferi marini carnivori.
In senso stretto, non tutte le specie che chiamiamo "balene" appartengono allo stesso gruppo: nel linguaggio comune si fa spesso un unico calderone, ma biologicamente la differenza è decisiva. Una balena fanonata si alimenta filtrando l’acqua, mentre un odontoceto usa denti, ecolocalizzazione e caccia attiva per localizzare la preda.
| Gruppo | Come si alimenta | Prede tipiche | Esempi |
|---|---|---|---|
| Balene con fanoni | Filtrano grandi volumi d’acqua con i fanoni, che trattengono le prede | Krill, copepodi, plancton, piccoli pesci | Balenottera azzurra, megattera, balenottera comune, balena grigia |
| Cetacei dentati | Cacciano attivamente, spesso in immersione e con ecolocalizzazione | Pesci, calamari, talvolta altri vertebrati marini | Capodoglio, orca, globicefalo |
I fanoni, cioè le lamine cornee che funzionano come un setaccio, sono la chiave del primo gruppo; i denti, insieme a una caccia più selettiva, definiscono il secondo. Per capire meglio la differenza, conviene vedere come avviene la cattura del cibo nei due casi.

Fanoni, denti e strategie di caccia diverse
Nei cetacei con fanoni, il punto non è "masticare" ma trattenere. La balena apre la bocca, ingoia acqua insieme alla preda e poi la espelle attraverso i fanoni, che lasciano passare l’acqua e trattengono ciò che serve. È una macchina biologica molto efficiente, ma funziona davvero solo dove il cibo è concentrato in banchi o sciami densi.
Filtrare non significa mangiare poco
Quando le prede sono piccole, come il krill, il guadagno energetico arriva dalla massa, non dalla dimensione del singolo boccone. Un individuo può ingerire centinaia o migliaia di piccoli organismi in un solo affondo, e per questo le aree di forte produttività sono così importanti.
Leggi anche: Tartarughe d'acqua giovani - Guida completa per una crescita sana
La caccia può diventare spettacolare
La megattera è il caso più noto: in alcune popolazioni usa la caccia con la rete di bolle, creando una barriera che compatta il branco di pesci prima dell’affondo finale. Altre specie sfruttano la cosiddetta alimentazione a slancio, cioè una rapida apertura della bocca mentre avanzano dentro lo sciame di prede. La balena grigia, invece, è un’eccezione interessante perché si alimenta spesso vicino al fondo, aspirando sedimento e piccoli organismi bentonici.
Queste tecniche spiegano perché la stessa parola "balena" rimandi a comportamenti molto diversi tra loro; a questo punto vale la pena guardare cosa finisce davvero nel loro menu.
Cosa mangiano le specie più conosciute
Qui la differenza diventa concreta. La balenottera azzurra vive quasi di krill; la megattera alterna krill e piccoli pesci; la balenottera comune è più flessibile; il capodoglio, invece, è un cacciatore di profondità che punta soprattutto ai calamari. Questa varietà è il motivo per cui non esiste una risposta unica valida per tutte le balene. La NOAA indica che una balenottera azzurra può arrivare a circa 6 tonnellate di krill al giorno, mentre per la megattera, nel periodo di alimentazione, si può arrivare anche a 8 tonnellate di prede al giorno. Sono numeri che fanno capire una cosa semplice: un grande corpo non implica un pasto piccolo, ma dipende dalla densità di ciò che c’è nell’acqua.| Specie | Dieta tipica | Nota utile |
|---|---|---|
| Balenottera azzurra | Krill quasi esclusivamente | Si concentra sugli sciami più densi e può ingerire enormi quantità di piccoli crostacei |
| Megattera | Krill, sardine, acciughe e altri piccoli pesci | Può cacciare in gruppo e cambiare strategia in base alla preda disponibile |
| Balenottera comune | Krill, piccoli pesci e calamari | È una specie molto mobile e segue spesso i fronti ricchi di cibo |
| Balena grigia | Amphipodi e altri invertebrati bentonici | Si alimenta vicino al fondale, spesso con una tecnica di aspirazione del sedimento |
| Capodoglio | Calamari, anche di grandi dimensioni | Le immersioni profonde sono il tratto più distintivo della sua caccia |
Più che il nome della specie, quindi, conta il tipo di preda disponibile e il modo in cui l’animale la intercetta. Ed è proprio questa logica che rende fondamentale capire quando e dove le balene si alimentano.
Quanto mangiano e quando si alimentano
Le balene non pascolano tutto il giorno allo stesso modo. Molte specie fanonate concentrano la nutrizione nelle stagioni più ricche, sfruttano i picchi di produttività del plancton e poi si spostano altrove, accumulando grasso sottocutaneo, cioè il blubber, che funziona come riserva energetica e isolamento termico.
Questo significa che una balena può mangiare tantissimo per un periodo limitato e ridurre molto l’alimentazione in un altro. Nelle grandi migrazioni, soprattutto tra aree di alimentazione e aree riproduttive, la priorità non è solo "mangiare di più", ma arrivare nel posto giusto nel momento giusto.
- In estate e in acque produttive molte specie si alimentano in modo intensivo.
- Durante gli spostamenti o in aree riproduttive l’alimentazione può diminuire molto o diventare irregolare.
- Le prede piccole ma dense sono spesso più vantaggiose di una preda grande ma rara.
- La temperatura dell’acqua e la presenza di correnti influenzano dove si concentra il cibo.
In pratica, la domanda non è solo "che cosa mangiano?", ma anche "in quale momento del ciclo annuale trovano cibo a sufficienza?". E nel Mediterraneo questa domanda ha una risposta ancora più interessante.
Nel Mediterraneo e nei mari italiani la dieta cambia molto
Nel mare italiano la specie che più spesso entra nel discorso è la balenottera comune, soprattutto nel Santuario Pelagos tra Liguria, Toscana, Corsica e Costa Azzurra. Qui l’animale segue le zone dove il krill e altri piccoli organismi si concentrano, perché il Mediterraneo è ricco in modo disomogeneo: non offre cibo ovunque, ma in finestre spaziali e stagionali molto precise.
Per questo, avvistare una balenottera in Liguria o nel Tirreno non significa solo "passaggio", ma spesso presenza di un’area alimentare favorevole. Nei capodogli, invece, il tema cambia: la dieta è più legata ai calamari di profondità e agli ambienti dove le immersioni lunghe hanno senso dal punto di vista energetico.
Se guardo il quadro nel suo insieme, il messaggio è chiaro: il Mediterraneo non ospita balene "generiche", ma specie con esigenze alimentari molto diverse, e la loro presenza dipende dalla qualità della catena trofica, non solo dalla profondità del mare.
Da qui si capisce anche come leggere un avvistamento con più attenzione: il comportamento dell’animale racconta spesso più della semplice presenza in superficie.
Cosa ricordare quando si osserva una balena in mare
Se una balena sta mangiando, di solito lo mostra con segnali abbastanza leggibili: movimenti ripetuti nella stessa zona, affondi brevi e decisi, respiri ravvicinati e, nelle megattere, eventuali cerchi di bolle. Non è un momento da avvicinare con leggerezza: la balena sta spendendo energia per nutrirsi, e disturbarla significa interferire con un comportamento essenziale.
- Non inseguire mai un cetaceo che sta alimentandosi.
- Rispetta distanze e indicazioni dell’operatore o delle regole locali.
- Osserva il mare prima dell’animale: concentrazioni di uccelli, schiume e movimenti anomali possono indicare aree ricche di cibo.
Per me è questo il punto più utile di tutti: sapere di cosa si nutrono le balene non serve solo a dare una risposta corretta, ma a leggere meglio l’ecosistema marino. Quando capisci che krill, plancton, pesci e calamari sono il motore degli avvistamenti, anche una semplice uscita in barca diventa una lettura più lucida del mare.